Domande certe e risposte incerte

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Anno 2012 – 2013

dedicato alla mia famiglia

mia moglie Daniela

mia figlia Giulia

mio figlio Andrea

Primo capitolo

Gli anni sono volati, ti ritrovi proiettato prima nel mondo degli adulti e per secondo nel mondo dei genitori con figli adolescenti, con mille problematicità diverse.

Ripercorrendo la mia vita, l’adolescenza è stata, forse, il momento più bello ma anche il più difficile che ho affrontato, perché ancora non si hanno le armi per affrontare un passaggio naturale della vita ….quello da bambino a ragazzo.

Ti ritieni grande per fare mille cose, per innamorarti, per fare cazzate, per fare sesso e per… per…per…..

Nello stesso istante cercando di nasconderlo a tutti, si ha ancora la necessità di avere dei punti fermi e delle sicurezze che purtroppo vedi sempre più in bilico su un filo…. non perchè non ci sono… dovrebbe essere il ruolo del genitore a dare questa sicurezza … ma non tutti i genitori sono in grado di trasmetterlo e non tutti i figli sono in grado di accettarlo.

Genitori non ci si nasce ma lo si diventa insieme ai propri figli quindi molto spesso si è indecisi su quale strada farli camminare, se è la cosa giusta quella che stai facendo e soprattutto se si è sicuri che la vita debba procedere nel verso che pensi giusto oppure se l’altra strada sarebbe migliore….

Ci sono mille interrogativi che un genitore si fa ogni volta che gli si presenta davanti un nuovo punto interrogativo, ogni volta che vedi sbandare il proprio figlio a destra oppure a sinistra e ogni volta che obbligatoriamente devi fare il “cattivo” anche se all’interno del proprio cuore ti senti trafitto dalle loro lacrime.

Sono un bravo padre? Sono in grado di superare gli stop che mi si presentano lungo la vita? Sono capace di ascoltare i miei figli? Sono capace di aiutarli? Sono capace di trasmettergli l’amore che provo per loro? Sono in grado di sorreggerli ed indirizzarli? Faccio la cosa giusta? Cosa devo fare? …… Questi sono solo alcuni interrogativi che mi faccio ogni giorno continuando a camminare su un terreno paludoso dove ci sono solo pochi arbusti ai quali aggrapparsi…

Quando dipende da una tua parola una loro decisione… forse la decisione più importante, per loro, in quel preciso momento.. poi come posso sapere se la mia parola è giusta e al momento giusto?…….

L’adolescenza è realmente un periodo che ci mette direttamente alla prova… con i tanti cambi umorali che hanno, con i nuovi desideri e stimoli che si ritrovano addosso senza sapere cosa sono e come combatterli… gli ormoni che si sviluppano, i primi amori e delusioni che devono affrontare, che vivono al cento per cento senza barriere protettive.

Secondo capitolo

Quando i figli sono piccoli ti ritrovi impreparato con… i pannolini, le coliche e i pianti notturni … ma poco alla volta impari e riesci anche ad anticiparli…. ma poi.. loro cambiano… crescono…

Il primo giorno d’asilo… il primo reale distacco da loro, li “abbandoniamo” in mani sconosciute che svolgono un lavoro.

Si spera che questo momento non debba mai arrivare, loro sono “nostri” e noi siamo “loro” ma bisogna affrontare anche questo, superandolo e rendendolo positivo per entrambi…. ma quando realmente siamo pronti per distaccarsi da loro… sono i nostri “piccoli”, come stanno senza di noi, ma li tratterranno bene, si sentiranno abbandonanti, ma se poi non vogliono più tornare a casa, ma se stanno meglio con le tate, ma …. ma …. e ancora ma…..

Anche questo è un duro passaggio che bisogna superare, lasciarli sentendo i loro pianti dall’esterno, capire che stanno facendo i loro primi passi verso un futuro che è ancora da scoprire …. cercare … e vivere.

Questo momento di vita ci porta a dover imparare un nuovo metodo per accompagnarli, aiutarli e crescerli, essendo però capaci di farci vedere sicuri di quello che per noi è un ulteriore dolore trasparente.

E’ un ulteriore momento che siamo impreparati a gestirlo ma che dobbiamo essere capaci di affrontarlo perché è “giusto che sia così”, ma purtroppo anche questo tempo passa e passa velocemente…. e ci ritroviamo catapultati contro un nuovo muro da abbattere per continuare a crescere e a crescerli verso un futuro incerto….

Non si è mai pronti a dire o fare quello che loro si aspettano da noi… si cerca di essere un po’ psicologi, di entrare nei loro panni e soprattutto di ricordarsi come eravamo noi a quell’età, di essere amici con i quali possono sfogare le proprie rabbie ed insicurezze, genitori che devono pur sempre indicargli la retta via, però molto spesso ci chiediamo “qual’è la via giusta?”, sostenitori per provare a trasmettergli sicurezza in loro stessi, …… però ancora è difficile capire se dobbiamo usare di più il “bastone” o la “carota”.

Li lasciamo liberi per fare le proprie esperienze … perchè intanto prima o poi ci devono sbattere il naso con la società odierna… ma la troppa libertà li aiuta oppure li lanci diritto verso il baratro e se si usa la poca libertà … quali possono essere i danni!!…. Ti nascondono le cose e le fanno ugualmente “perchè le devono fare” oppure la trasgressione incita i figli a fare tutto ciò che i genitori vedono sbagliato!!!

Dove possiamo allargarci e dove dobbiamo stringerci…. .

Dopo la materna dove sono nate le prime amicizie e simpatie, dove le “maestre” sono diventate per loro, ma anche per noi, un punto di sicurezza, un rifugio e un riferimento diverso dalla sola famiglia e il nostro ruolo di genitore è quello dei “cattivi”…… dovendoli strappare da un ambiente ormai a loro conosciuto per ributtarli in uno sconosciuto e diverso.

Una domanda che mi risulta facile da fare è quanto la scuola pubblica/privata di oggi sia realmente un posto sicuro per i nostri figli oppure una ghigliottina che gli mettiamo “noi” attorno al collo???

Non perchè sono contrario all’Istituzione scuola, ma perchè la stessa è formata da persone e purtroppo la selezione di ingresso per i docenti non prevede e forse non può prevederlo lo studio delle competenze intrinseche all’interno di ogni individuo, cioè la capacita caratteriale di “amare” i nostri figli come se fossero i loro…. e anche solo nominare la parola “i loro” apre molteplici dubbi diversi, ritornando a ripetere che non tutti i genitori sono in grado di fare il genitore.

In una bella giornata di settembre abbiamo il compito di accompagnarli verso la loro nuova sfida delle scuole elementari…

Li accompagni in classe e già in quel momento vedi gli occhi di tuo figlio e degli altri bambini, cambiare espressione, non perchè è brutto o bello, ma solo per la visione, totalmente diversa dal passato, di una “classe” fatta di banchi e sedie…. Si guardano intorno con faccia incuriosita ma anche spaventata. “Conoscerò qualcuno? Come saranno le nuove maestre? Ma chi ci riesce a stare fermo tutto un giorno? Papà e mamma dove sono, vanno via o restano con noi? Non voglio stare qui da solo!!.. Voglio tornare nella mia vecchia scuola!!…… Mamma portami a casa con te!!”…. Queste sono solo alcune delle molteplici domande che in quel preciso momento non si è in grado di dare risposta, se non riabbandonarli in mano ad estranei dei quali hai soltanto dei sentito dire….. “siete fortunati la maestra è molto preparata…. era peggio la sezione C….. ecc…..” tutte frasi che cerchi di rielaborare e di renderle reali nel tuo cervello solo ed esclusivamente, per riuscire a voltarti, dar le spalle al tuo bimbo ed uscire dalla classe, sentendoti all’interno come una sciabola che ti lacera il cuore…..

Poi ci sono anche figli che i primi giorni di scuola non manifestano nessun disagio, però purtroppo è un passaggio obbligatorio che il bambino deve fare, perchè se all’inizio è andata bene… bisogna essere pronti a tamponare il dolore e la sofferenza che sfocerà da li ai due mesi successivi…. per forza mi sono accorto che arriva e che “nessuno” lo passa indolore.

Terzo capitolo

Quando poi i figli sono due o più di due, come dobbiamo comportarci, quando urlano e si legnano tra di loro… quando ti vogliono mettere in mezzo a tutti i cosi, quando ti urlano in faccia che la colpa è dell’altro perchè è uno stronzo/a maledetto/a perchè a cambiato canale in televisione visto che oggi dalle 13,45 alle 14,54 uno solo ha il monopolio del telecomando…. quando forse, l’unico sentimento che ti affiora in quell’istante è prenderli per il capo, sbatterli uno contro l’altro …. e goderti l’immediato silenzio…. Cosa bisogna fare? Bisogna cercare di calmarli facendogli capire che è sbagliato quello che fanno… sopportando ancora una trentina di minuti di insulti in faccia perchè si d’hanno la colpa reciprocamente (calcolando poi che dopo cinque minuti di finta quiete siamo di nuovo al punto di partenza), oppure cazziarli come dei matti separandoli in due luoghi diversi (ripeto: calcolando poi che dopo cinque minuti siamo di nuovo al punto di partenza) e ancora, prenderli a legnate, considerando che dopo fanno ancora più casino….. oppure la soluzione migliore sarebbe lasciarli sfogare da soli, non riuscendo però a calcolare la durata, non riconoscendo gli scalpi che volano a destra e a sinistra, sperando che non si facciano fuori a vicenda…. anche perchè come li abbiamo fatti vorremmo anche tenerli tutta la vita….. Qual’è quindi la soluzione migliore?…

Tornando al “fattore scuola” dopo il trauma del primo giorno delle elementari, hai nostri bambini, i nostri angeli benedetti, non so cosa gli succede ma si trasformano in “angeli diabolici”, è giusto stanno crescendo ma cazzo, da quel momento non vogliono più neanche il bacio del saluto quando li accompagniamo alla mattina a scuola, “ma, mamma basta, ormai sono grande”, oppure “mi vergogno, i miei amici mi guardano” e ancora in maniera più cruda “basta non li voglio più e non mi stare addosso” e noi come ci rimaniamo? Una ulteriore sciabola nel cuore….. Poi, quando torni a riprenderli all’uscita da scuola, non ti salutano neppure, ti lanciano lo zaino perchè sei il loro somaro da soma e mentre ci avviciniamo all’auto, loro spariscono….!!! Ci tocca urlare per dieci minuti prima di trovarli e convincerli ad entrare in auto…. ed arrivano pure scocciati perchè siamo andati a prenderli trattandoli da bambini. I nostri bimbi crescono e noi diventiamo un accessorio al loro servizio.

Quando arriva il momento delle udienze (colloqui individuali con le maestre a metà e fine anno scolastico), quando la mattina stessa ci fanno un riassunto “straordinario” su tutto quello che hanno combinato negli ultimi mesi come preparazione per il pomeriggio e questo è solo il primo mattone che ci arriva in testa. Cose che hanno taciuto volontariamente, visto che tutti i giorni, a pranzo quando arrivano, gli chiediamo “come è andata la scuola? Ti hanno interrogato? La verifica come è andata? Ti hanno dato dei voti? E loro…. “tutto bene come ieri…..nulla di interessante”. (“Nulla di interessante!!!!” E’ allucinante!!! Allora cosa li mandiamo a fare a scuola… se conoscono già tutto??)

Questa è la risposta più frequente che danno…..non aggiungendo altro…

Noi, come genitori, fidandoci dei nostri figli, appena si appollaiano in sala a guadare la televisione, prima di fare i “compiti” nel pomeriggio, iniziamo come Diabolik a cercare il tesoro all’interno del loro zaino…. “il fatidico diario” … lo apriamo un po’ selvaggiamente, per non essere scoperti e cosa ci troviamo all’interno “il nulla!!!” tranne i vari disegnini, le frasi dei compagni e in qua ed in là forse due compiti da fare…… mimetizzati tra le varie “cavolate” scritte…….

Questo comunque non esclude che esistono anche figli che sono molto diligenti che rispondono come sarebbe giusto, che fanno tutti i compiti, che non si tramutano e rimangono angeli, ma prima o poi la trasformazione arriverà e potrebbe essere, anche più drastica e diabolica da annientarci totalmente.

Chi ci va dei genitori alla udienze? Questa risposta è molto importante, visto che potrebbe essere una delle principali cause di divorzio.

Dopo ore di trattative “ci vai tu, vero? Ma, tu sei matta … io non mi faccio neanche vedere…. Non rompere tocca a te, mi devo ancora riprendere dalle ultime udienze…. Le professoresse ti conoscono meglio, saranno più clementi se ci vai tu!!! Sicuramente, inizieranno a tirarmi sassi ancora prima di entrare in classe!!!…. Io mi agito e so già che mi verrà un attacco di panico, vacci tu!!!! Non posso soffro di dissenteria improvvisa, non sarebbe carino!!! ecc….. “ si decide a sorteggio a chi dei due gli tocca affrontare questo incubo.

Arriviamo a scuola e ci mettiamo in fila con gli altri genitori, più o meno tutti pallidi, col sudore che ci cola lungo il viso e con sguardo rassegnato… iniziamo poco alla volta a comunicare “questa volta è toccata a te!!! Cazzo è riuscita a fregarmi!!! ….. Come sono le prof., inviperite? Non mi sembra, ma ci tengono dentro molto e discutono animatamente, le ho spiate dalla finestra sul retro… Fanno così con tutti? …. Io….. ho un impegno non posso trattenermi (una delle classiche scuse per fuggire il prima possibile)… No, con i genitori di Maria, ci hanno messo un attimo!!! Per forza, è la prima della classe!!!”, e continuiamo cosi fino a quando non arriva il nostro turno.

Arriva il fatidico momento di entrare, tocca a noi, … la salivazione smette immediatamente di funzionare, il cuore vorrebbe andare in vacanza e con un nodo alla gola e la testa abbassata ci facciamo forza ed entriamo.

Ci mettiamo seduti di fronte alle professoresse, che in quel momento ci sembrano enormi e noi piccolini, dopo i saluti iniziali e i primi secondi di accomodamento …. iniziano a scavarci la fossa per poi lanciarci dentro alla fine!!!

Una di seguito all’altra a raffica ci iniziano a demolire… “Hai un figlio tanto intelligente che se avesse, un “minimo”, (un minimo ce lo ripetono dieci volte) voglia di studiare potrebbe non aver nessun problema…. (quindi ha dei problemi…..!!!), a me fa tanto ridere, è simpaticissimo è la mia mascotte…….ha tanta energia che “potrebbe” (potrebbe altra parola molto ripetuta) fare tutto quello che desidera… (quindi… non fa niente!!!), complimenti è bravissimo…… (ci illuminiamo … a sentire la parola “bravissimo”) ……. a “ballare” (nuovo crollo sulla sedia!!!), ieri ci ha fatto vedere un po’ di rap e ci ha lasciato a bocca aperta (noooooooo!!!! Questo balla al posto di seguire le lezioni), che se ci mettesse un “minimo” di impegno nella scuola, di quello che mette nel ballo sarebbe … bravissimo!! (adesso….. bravissimo non ci illumina più…)…”

I professori continuano mentre noi scivoliamo sempre più in basso dalla sedia, “guardi … in italiano va! (cosa vuol dire va???? Bene o male…), ha tanta fantasia che se imparasse bene a coniugare i verbi e si ricordasse dove va inserita l’acca, “potrebbe” fare dei gran bei lavori … (quindi? In parole povere…. non sa i verbi, non sa dove va l’acca…. quindi fa schifo!!!!)”.

Passiamo alle altre materie… storia…”vedo che suo figlio ama tanto la storia, (maa.. dove!!) interviene in continuazione e qualche rara volta dice anche delle cose giuste … (“rara” ….. allora… più delle volte dice stronzate), gli basterebbe un “minimo” di studio per andare bene (ulteriore ammazzata…)…” e continuando cosi per tutte le materie noi genitori siamo ormai dentro alla fossa, speriamo solo di non essere sepolti…

Invece, la nostra speranza, svanisce proprio un secondo prima di finire ed uscire finalmente dall’aula… quando per ultimo ti parlano del comportamento…. (noooooooooo!!!!).

“Come ti abbiamo detto è… simpaticissimo… molto spesso ti lancia delle battute.. che tutta la classe scoppia a ridere (questo cosa farà da grande il jullare!!!) …. purtroppo, però, essendo lui cosi espansivo, estroverso, spontaneo, solare e amichevole con tutti, dopo un suo intervento, ci mettiamo minimo una ventina di minuti per riprendere in mano l’intera classe.. (nooo!! Fa pure un gran casino!!!), ma comunque non si potrebbe fare a meno di lui perchè è il leader della classe.. e quando fa qualcosa gli altri alunni lo seguono sempre.. (da classe diventa…quindi diventa un mercato).

Dopo questa, ci hanno sepolti vivi e respiriamo solamente tramite una cannuccia che esce dalla terra…

Con il capo coperto di cenere (come dicono in qualche parte d’Italia) e più bianchi di come siamo entrati, salutiamo, un po’ meno calorosamente, perchè abbiamo esaurito tutte le batterie che avevamo a disposizione ed usciamo finalmente da quell’inferno….ma… non è finita!!

Una volta usciti, si avrebbe solo voglia di correre a casa ad ammazzarlo, ma… gli altri genitori ti accerchiano e ti bloccano, sembra che ci siamo trasformati in briciole di pane, in mezzo ad uno stormo di uccelli…, “come è andata? E’ andata bene? Sono tranquille i prof.? Possiamo entrare tranquilli? Ma come sei ridotto, ti hanno devastato? Spero che con me siano più clementi? Ma, è andata così male? Stai esagerando? Se tuo figlio non è andato bene.. io mi posso già impiccare!!”, duemila domande contemporaneamente, una sopra all’altra, alle quali si vorrebbe solo rispondere urlando “basta!!!! Non ne posso più!! Voglio andare a casa!!” invece, per non essere totalmente maleducati, ci tocca stare li a comunicare con questo sciame di mosche impazzito, rimandando per un’ulteriore ora il fatidico ritorno a casa.

Finalmente usciti e saliti in macchina si torna alla propria dimora, devastati ed incazzati fino al midollo, non vediamo l’ora di arrivare.

Una vota entrati in casa inizia un nuovo round, “come è andato? Dalla tua faccia sembra male…. Ma dai dimmi come è andata…..dai parla!!!” ….. Anche qui ti accerchiano e ti sfiniscono prima di iniziare… ma, quando iniziamo a fare l’elenco della “spesa” con la propria consorte, inizia anche lei a sbiancarsi sempre più ad ogni parola che si aggiunge alla lista.

A questo punto… come sarebbe giusto comportarsi? Il proprio figlio, non si vede e non si sente perchè da quando si è suonato il campanello, si è giustamente ben nascosto … “una calma cosi in casa si ha solo in questi momenti straordinari”.

Adesso!! Come dobbiamo comportarci … gli parliamo:

  • cercando di spiegargli che deve andare bene per il suo futuro;

  • lo sgridiamo, mangiandogli la faccia sfogando la rabbia che hai dentro di te;

    si mette in punizione … per quanto?? Una settimana, un mese….. però bisogna sempre tener presente che se sta in punizione lo abbiamo sempre tra i piedi;

oppure si torna al sacro santo calcio nel culo???…

Anche in questo caso ci sono mille possibilità di reazione che vanno sempre calibrate rispetto al carattere del proprio figlio.

“Usa i detriti degli animali morti trovati sulla riva dei fiumi mangiati da insetti ed uccelli!!

Questa frase non l’ho scritta così per dire, è stata la risposta di mio figlio quando parlando della difficoltà della prima lingua straniera, cioè l’inglese, lui svicolandosi da ogni tipo di risposta sul profitto si è buttato sul fashion/stile della professoressa definendolo con quella dolcissima frase ad inizio paragrafo….. e come spesso succede da una nostra incazzatura iniziale siamo passati ad una risata collettiva e tutta la serietà del discorso sulla materia siamo scivolati, dove voleva lui portarci, nella tana del leone distraendoci dal punto concreto del colloquio.

Sinceramente quando le risposte che ci espongono, da domande abbastanza dirette al problema, come si fa a rimanere seri e non seguire la loro deviazione mentale……???

Quarto capitolo

Torno al punto concreto del racconto cioè l’adolescenza, gran brutta bestia da superare.

La domanda alla quale non ho una risposta certa riguarda il sesso…. quando è il momento giusto per un giovane fare l’amore e/o sesso?

Mi sono dato mille risposte diverse ma una, alla quale credo realmente, non l’ho trovata: quando trova l’amore vero (ma a questa età sono tutti amori), dopo il matrimonio (ma anche questa è una loro decisione), a 14, 16 e/o 18 anni (più tardi è meglio è per un padre) oppure quando si sentono pronti (ma sono realmente pronto??).

E’ un momento importante nella vita di un giovane e non deve essere buttato via col primo “stronzo/a” che ti fa girare la testa, bisogna pensare prima di fare e soprattutto è importante il legame e il rispetto che si ha con l’altra persona.

La prima volta di un/a figlio/a devasta un genitore, il mio piccolo è diventato grande…. e non si è mai pronti ad affrontare la realtà perchè sarà sempre un/a bambino/a agli occhi di un adulto che lo/a ama.

Invece spesso ci si trova ad affrontare il problema, che realisticamente non è un problema ma un ciclo naturale della vita anche in giovanissima età.

Possiamo anche e pensare di avere un rapporto aperto e che quando deciderà ce lo comunicherà immediatamente invece questo succederà molto raramente perchè è un argomento molto delicato e privato.

1Molto spesso è la mamma la prima ad accorgersi di un cambiamento nella figlia, perchè, anche lei ha passato la stessa situazione quando era adolescente. Quando ci sono dei sospetti, sempre la madre, dovrà trovare una strategia per riuscire dolcemente a far si che la figlia si confidi e in quell’istante, sicuramente, cadrà un sasso da 300 Kg dal decimo piano di un palazzo sulla testa del genitore) e non si è mai realmente pronti ad accettare un fatto fisiologicamente naturale della crescita.

1 Inizio a parlare del figlio al femminile per smettere di fare “o/a” però a differenza di quello che pensa la gran parte delle persone “se una femmina fa sesso è una troia, se invece è un maschi è un grande”, io penso fortemente che non esistono alcune differenze, perchè se è presto fare sesso per una femmina lo è anche per un maschio, se è un momento per una donna lo è anche per un uomo, e cosi via…..

Una volta venuti a conoscenza del fatto ormai compiuto, quale sarebbe la reazione giusta? Cosa sarebbe giusto dire oppure non dire? …. Le risposte a queste domande sarebbero infinite e non si sa mai quale scegliere, si dovrebbe litigare?…. Si dovrebbe chiuderla in casa fino ai 18 anni? … Si dovrebbe bastonare?… Si dovrebbe chiuderla in un convento per il resto della vita?…. Oppure sarebbe meglio cercare di capire il perchè ed aiutarla ad affrontare il sesso come fattore importante e naturale della vita di una donna e di un uomo.

Credo che l’ultima soluzione sarebbe la migliore da seguire, bisognerebbe mettersi a confronto per riuscire a darle indicazioni sperando giuste.

Quando la propria figlia ti spiega il perchè della sua scelta e con chi ha scelto di esplorare il sesso e ti racconta (senza i dettagli) che si è donata ad un ragazzo che non tradirebbe mai la sua fiducia e soprattutto che hanno un massimo rispetto reciproco l’uno dell’altra e viceversa.

Ribadisce che per la prima volta ha scelto lui e lui ha scelto lei, hanno deciso insieme di fare questo passo, proprio perchè volevano che fosse speciale e non aver rimpianti di aver sbagliato persona; si sono piaciuti hanno continuato a frequentarsi regolarmente, hanno conosciuto entrambi le varie storie dell’altro/a e hanno voluto conoscere insieme il sesso per la prima volta.

E continua spiegandoti che hanno usato il preservativo (quindi sono stati intelligenti) che è stato bello come lo ha sempre sognato e desiderato.

Adesso come genitori cosa si dovrebbe fare, visto che, a parte l’età troppo giovane, ha seguito alla lettera le parole dei genitori, scegliendosi una persona speciale che “ama” e di essere sicura del rispetto e stima che l’altra persona prova per lei, utilizzando anche l’anticoncezionale per evitare qualsiasi futuro danno.

L’unica reazione che credo, a questo punto essere la migliore è quella che doveva comunicarlo ai propri genitori prima e di non aver mai paura di raccontare qualsiasi fatto compiuto o da compiere perchè possono aiutarli e indirizzarli per il meglio.

Bisogna solo metabolizzare la botta anche se “troppo in fretta”, ma pensare che i nostri figli stanno diventando grandi e anche se ci potrebbero raccontare tutto non cambierebbe la situazione, ormai i nostri bambini… non sono più bambini e dobbiamo rassegnarci che anche i loro problemi, i loro desideri e le loro domande sono cambiate, anche perchè ormai hanno il carattere abbastanza delineato ed a noi resta il compito di seguirli, indirizzarli ed aiutarli a percorrere la propria strada indipendente, che ormai è già iniziata.

Ma poi quando, passa del tempo e ti dicono che con il compagno/a appena conosciuto hanno fatto sesso subito… anche se hai sempre cercato di capirli, si arriva al punto che si chiudono le vene in testa e l’unica cosa che vorresti fare come genitore è prenderli a bastonate e poi uscire, scappare per cancellare quel momento dalla mente, ma saremmo sempre in grado di fare i genitori? Quando puoi lasciare esplodere la rabbia o il dolore che abbiamo represso per loro? Quando riusciranno a capire che la vita è una dura battaglia da affrontare giorno per giorno? Come facciamo a fargli capire che si stanno buttando via e che così facendo non hanno neanche un pò di amor proprio? Come si fa a fargli capire che si devono rispettare di più e che ogni passo va calibrato per non finire in un burrone del quale non conosci la profondità? Come facciamo a riprendere fiducia in loro quando ti accorgi che le troppe delusioni ti hanno devastato l’anima? Come facciamo a rialzarci, quando non hai più le forze che anche scavando non le trovi? Come si fa a cancellare determinati momenti dalla nostra memoria per smettere di soffrire? Si potrà ritornare come prima… oppure è ormai tardi e devi prendere quel poco che ti offrono ed accontentarti?

Come bisogna comportarsi quando ti rendi conto che tutto quello che hai detto o fatto per loro è stato un grande errore e che ormai è tardi per tornare indietro? Come riusciamo noi “adulti” a superare ferite che sembrano indelebili? E questa è una domanda fondamentale…. come facciamo ad andare avanti se il proprio compagno di vita cerca “per amore”, di mettersi in opposizione solamente perchè per una volta sei stato tu a essere meno permissivo e quindi, per forza, ha dovuto venirti contro per “difendere” l’indifendibile? Come si fa a tornare “ieri” se oggi è tutto sbagliato?

Come genitore ti tremano le gambe, non riesci a capire, oppure non vuoi capire, che quello che hai sempre fortemente difeso… oggi potrebbe segnare una fine, oppure, entri in una voragine che continua giorno per giorno ad aumentare e non conosci la modalità o il metodo per fermare una futura, neanche tanto futura, catastrofe che, purtroppo, sarebbe trasversale all’intera famiglia.

Ma poi, come sempre, ritrovi le forze, ti fai un esame di coscienza, inizi a guardare oltre e trovi sempre quella luce chiamata amore che ti rasserena, ridandoti la lucidità e la calma per superare ogni avversità.

Si inizia a ricalcolare il tutto, quello che per te era un enorme “sbaglio” che avrebbe rovinato tutto, ora poco alla volta lo inserisci nella sua giusta dimensione e ti accorgi che poi è solo uno dei tanti momenti, di quella fottuta età chiamata “adolescenza”, ma che, questa volta, eri tu non pronto per gestirla.

A questo punto tocca a te, fare un passo indietro e rimetterti in gioco in questo bellissimo ruolo chiamato genitore.

 Quinto capitolo

Ancora più difficile è quando un adolescente non ha ancora definito una sua identità sessuale.

Le tante paranoie, paure, sofferenze e domande che gli/le, girano continuamente in testa, se non sono supportate da dei genitori aperti oppure da un gruppo di amici propositivo, possono causare danni anche permanenti.

Il ragazzo/a continua per anni a rinnegare una sua differente predisposizione al sesso, cerca di nasconderlo a se stesso buttandosi spesso in storie sbagliate che favoriscono ancora di più la sua confusione mentale e fisica.

Quando la testa continua ad imporsi sulla “normalità” rinnegando l’esistenza di una propria “diversità”, il giovane vive un travaglio molto complicato e soprattutto pericoloso.

 (Ho scritto normalità e diversità tra le virgolette solo perchè non credo esista una reale normalità l’importante è amare ed essere felici con chi si vuole accanto).

 Abbiamo tutti sentito e visto ragazzi che si sono tolti la vita solo perchè non accettano un proprio “naturale” istinto sessuale e si trovano ad affrontare questo delicato momento in solitudine, soffrendo in silenzio per l’eccessiva vergogna che provano impedendogli di aprire il proprio cuore neanche alle persone che si e ti amano.

Anche se, a fronte di un eccessivo pudore del giovane, riuscisse a confidarsi con qualcuno la successiva difficoltà risiede sul “con chi parlarne…”

A differenza di gran parte della civiltà occidentale, in Italia è ancora molto radicata una società bigotta con molte barriere mentali, infatti non a caso, continuiamo a sentire e vedere in televisione genitori che cacciano o ammazzano i propri figli per la vergogna oppure trascinati davanti a sacerdoti per subire riti esorcistici e ancora, omosessuali malmenati, lasciati in fin di vita se non peggio, da propri coetanei che li definiscono peggiori della peste e non degni di stare al mondo.

Tutto questo è una parte delle varie sofferenze che un adolescente deve subire solo perchè non ha ancora una sua identità sessuale definita.

In più, non è detto che, se un adolescente passa degli anni di indecisione e prova direttamente a fare le proprie esperienze per capire ed essere sicuro di cosa vuole e come desidera vivere la propria sessualità, è certo che diventa omosessuale …… è semplicemente una fase nella vita di un ragazzo che, credo, sia giusto vivere e superare, senza aver paura di quale strada deciderà di percorrere della sua vita.

Come già detto purtroppo, esistono ancora oggi, nel 2013, troppi tabù mentali per riuscire a superare le indecisioni adolescenziali senza conseguenze, ne per un figlio etero, omosessuale o bisessuale che sia. Credo che, adesso che anche il “Papa” ha dato le dimissioni, si possa oltrepassare questa inutile e finto pudore perbenistico e guardare oltre sperando in un mondo dove tutti siamo uguali

Sesto capitolo

Pensieri sparsi raccontati all’amico virtuale Facebook

(rabbia, gioia e dolore)

e

canzoni che hanno segnato la mia vita

Vivi giorno per giorno, non ti voltare a rimpiangere il passato, ormai è andato. Non preoccuparti del futuro, non è ancora arrivato. Vivi il più bene possibile il presente. Fai in modo che valga la pena ricordarlo.

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L’autostima è una combinazione fra amore, speranza e fiducia nella propria mente. Nasce dall’esperienza e dalla coscienza. Non è un semplice sentirsi bene. È la convinzione profonda che allenando le proprie potenzialità si possono raggiungere traguardi straordinari.

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Essere gentili è più importante dell’essere giusti. Molte volte ciò di cui abbiamo bisogno non è di sentire un discorso perfetto, ma di avere accanto un cuore speciale che ascolta.

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Dovremmo imparare a sorridere ogni mattina…Dovremmo alzarci dal letto, pensando che quel giorno può essere un giorno perfetto. Non importa se piove… non importa se non ti va…non importano i se e i perché l’importante è che provi a sorridere, anche quando ti sembra inutile perchè sorridere rallegra il cuore.

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Dopo una sera e una notte buia bisogna pur credere che la vita è troppo breve per svegliarsi con dei rimpianti. Perciò ama le persone che ti trattano nel modo giusto, e dimentica quelle che non lo fanno. E credi che tutto accade per una ragione: se hai un’occasione, coglila, sperando sia quella giusta.

Se ti cambia la vita, fallo….. se non cadi da un buco in un pozzo.

Nessuno ha detto che sarebbe stato facile.

Promettono solo che ne varrà la pena.

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“Quando mi sveglio al mattino… un’ora prima per accompagnare la figlia alla fermata dell’autobus…. guardare il figlio che fa i compiti all’ultimo momento e baciare la moglie per augurarle il buongiorno, mi rendo sempre più conto, ogni giorno, che questa è la vita che volevo e che fortunatamente ho al mio fianco…. non credo nelle illusioni di una vita totalmente vissuta come nelle favole… ma sono fortemente convinto che se bastasse, a tutti gli essere umani, per essere felici l’amore, il rispetto la complicità e soprattutto un obiettivo comune.. questo sarebbe un mondo perfetto!!!!!!” Buongiorno a tutti!!!!

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Minchia quanto é brutto non riuscire più a dormire… ci sono mille pensieri che si rincorrono dentro la testa, mille battiti del cuore che si annidano all’inizio dello stomaco ed ancora mille tremolii, ansie, paure, scheletri e brividi che ti passano lungo il corpo… Minchia però come sarebbe più semplice vivere un maniera superficiale, ignorante ed egoista…. ti trovi nel tuo orticello… non guardi al dì là della siepe e pensi esclusivamente a te e a quello che ti piace, il resto può cambiare, sparire morire che niente può distoglierti dal tuo finto paradiso….. questa gente, e ce ne tanta, sicuramente vivono bene …. senza le duemila paranoie che ti corrono dietro…si forse stanno meglio…. ma ho imparato a mie spese che per vivere, vivere veramente ogni giorno nuovo é una nuova sfida la quale puoi perdere o vincere…. ma non puoi nascondere la testa …. e per forza ci devi sbattere contro…….. Forse é questo che la vita pretende da noi …. ma cazzo come é dura!!!!!

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Clicco sullo stato di facebook e c’è scritto: Simone come và? Di merda!!!!!! Unica risposta che mi viene in questo istante….. uno si fa il culo lavorando per una vita “se non anche per due”, si crea una famiglia, la quale ami più della propria e sai già che i figli presto ti lasceranno per crearsi una loro vita…. e potrà anche succedere che ti manderanno presto nel casino (questo da loro si dovrà “accettare” perchè si potrà essere spesso in contraddizione), le cose che invece non sopporto sono principalmente due: non riuscire a soddisfare un proprio desiderio perchè è una lotta continua col fottuto € e persone che non hanno mai avuto figli (ma anche se li hanno) vogliono fottutamente sempre dire la loro anche se nessuno gli chiede niente…… ma un bel secchio di cazzi propri, non sarebbe giusto che qualcuno iniziasse a farseli???????

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Scusatemi ….. chi non vuole passi al post successivo… ultimamente mi viene facile sfogarmi con questo amico virtuale di nome facebook ….. e posso capire che a tanta gente non le frega un cazzo dì quello che succede nella mente dì un uomo qualunque “schizzato”….. quindi accetto ogni vostra reazione…. sono stanco, sono incazzato con il mondo e non trovo, in questo momento, niente che mi aiuti a rilassarmi neanche la mia amata pittura. Ho una gran voglia dì urlare la mia rabbia verso le “stronzate” che non vanno come vorrei, ho voglia dì piangere….. perché vorrei che la vita fosse realmente quel dono che ci é stato concesso (ma da chi poi!!!) invece mi sembra sempre una corsa affannosa verso un futuro totalmente incerto…. un futuro che parte da fondamenta insicure e traballanti…. un futuro che molto spesso non vorresti neanche vivere per provare a vedere cosa c’é dopo…. perché cazzo ci deve essere qualcosa dopo…. qualcosa per la quale valga la pena continuare a lottare…. io non sono un gran credente…. perché se realmente esistesse qualcuno/qualcosa non può stare lì fermo ……a vedere che l’essere umano si sta uccidendo con le proprie mani …. che non risponde alle migliaia richieste d’aiuto che tutti i giorni si fanno…. vedere i “suoi figli” (cazzo che bravo padre!!!) che continuano ad uccidersi tra dì loro…. e non intervenire per calmare gli animi…… Siamo sicuri che valga la pena fare tanta fatica e stare tanto male per questa cazzo dì vita? E’ un codardo chi si lancia dal quinto piano oppure un eroe…. che ha trovato la vera essenza della vita cioè il nulla!!!!! Se bastasse solo l’amore per vivere…. sarebbe una vita migliore…. ma purtroppo l’amore da solo non conta niente ci sono altre migliaia sfaccettature diverse che hanno più forza…. e spesso mi chiedo perché uno deve rialzarsi sempre quando cade….e se restasse a terra non sarebbe più facile!!!!!! Perché uno deve sempre correre …. per arrivare poi dove…. perché uno prima dì pensare a se …. gli viene da pensare alle persone che ama….. perché non si può fare quel cazzo che si vuole con la fottuta vita che ti ritrovi ….. ma ti viene sempre in mente le facce dei tuoi amori con le lacrime agli occhi!!!! Sto vivendo sto cazzo dì vita come “è giusto”, ma cazzo, che voglia avrei ….. di finire tutto…..di fare un bel salto verso…. non so che cosa…. ma certo qualcosa ci deve essere ….. cazzo…. oh si!!! che qualcosa ci deve essere… Perché se la vita realmente é solo una corsa affannosa verso un cazzo….. e se non ci fosse realmente niente … qual’è il senso di vivere e di mettere al mondo dei figli per farli vivere in sta merda chiamata vita?????

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Ma é possibile che SEMPRE ogni volta che un mio figlio ha un minimo segno influenzale…. a me cadono addosso tutti i mali possibili!!!!!!!! Sto male!!!!!

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Buonanotte …. un altro giorno é passato e siamo ancora qui….. qui ad aspettate un qualcosa del quale non conosciamo il nome, l’aspetto e il sapore…. ma restiamo sempre ad aspettare!!!!!

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 Una canzone del 1970 diventata una ninna nanna per i miei bambini. Mia moglie, il terzo angelo della mia vita, ha iniziato ad intonarla quando erano ancora in pancia e tuttora amano ascoltarla rammentando l’importanza che ha avuto per noi.

 Insieme (Mina)

Io non ti conosco io non so chi sei so che hai cancellato con un gesto i sogni miei sono nata ieri nei pensieri tuoi eppure adesso siamo insieme non ti chiedo sai quanto resterai dura un giorno la mia vita io saprò che l’ ho vissuta anche solo un giorno ma l’avrò fermata insieme a te a te, a te, che ormai sei mio tu l’amore io insieme, insieme la, la, la, la, la io ti amo e ti amerò finché lo vuoi anche sempre se tu lo vorrai insieme, insieme, insieme a te la, la, la, la, la, la, la, la, tu l’amore io insieme, insieme io non ti conosco io non so chi sei so che hai cancellato con un gesto i sogni miei sono nata ieri nei pensieri tuoi eppure adesso siamo insieme non ti chiedo sai quanto resterai dura un giorno la mia vita io saprò che l’ ho vissuta anche solo un giorno ma l’avrò fermata insieme a te a te che ormai sei mio tu l’amore io insieme, insieme la, la, la, la, la tu l’amore io insieme, insieme.. ah.

Una canzone del 2012 che immediatamente mi è entrata nel cuore, ogni parola e melodia l’ho dedicata alla mia famiglia sia ai miei figli che a mia moglie perchè sono il meraviglioso amore della mia vita.

Meraviglioso amore (Arisa)

Bene sei entrato nel cuore Però ci vuoi abitare Mi chiedi il permesso Ed io non so che dire Premetto che prima alla parola amore Tremavo Ora che vivo la storia più libera del mondo Che sento nell’aria il bene più profondo A volte ho paura che crolli tutto quanto Non è razionale non lo puoi spiegare Tremano le gambe Mentre ride il cuore Chiudi la finestra che c’è troppo sole anche quando piove Anche quando piove Meraviglioso amore mio Meraviglioso come un quadro che ha dipinto Dio Con dentro il nostro nome Meraviglioso amore mio Bisogna averne cura Stringiti forte su di me Così non ho paura mai Così non ho paura mai Bene facciamo progetti per questa nostra vita Che ha tanti difetti ma a volte va in salita Ma in due la fatica diventa circostanza Non è razionale non lo puoi spiegare Tremano le gambe Mentre grida il cuore Chiudi la finestra che c’è troppo sole anche quando piove Anche quando piove Meraviglioso amore mio Meraviglioso come un quadro che ha dipinto Dio Con dentro il nostro nome Meraviglioso amore mio Bisogna averne cura Stringiti forte su di me Così non ho paura mai Così non ho paura mai Meraviglioso amore mio Meraviglioso come un quadro che ha dipinto Dio Con dentro il nostro nome Meraviglioso amore mio Bisogna averne cura Stringiti forte su di me Così non ho paura mai Così non ho paura mai Così non ho paura mai.

Una canzone del 1979 che mi ha sempre rimesso nella giusta direzione ogni volta che cadevo e che facevo fatica a riprendermi: Sono vivo, vedi? Sono qua!”

Arrendersi mai (Renato Zero)

Nelle mani di un robot qui finisce la mia storia d’uomo!
Fu per gioco o per follia, quando ad un relè affidai la sorte mia! Io sfidai finanche Dio, credendo l’infinito fosse mio.

Per questa febbre al buio andavo incontro, cieco da non vedere che avevo l’universo entro. Arrendermi mai! Io non voglio arrendermi Questo corpo è fragile, la mente no! Sogni non ho, io non so di cosa vivrò Io, guerriero senza storia un’ombra in cerca di memoria Arrendermi mai! Io non voglio arrendermi Non sarò mai un atomo senza volontà! Ritroverò un’altra volta l’amore, il dolore, la pietà, la speranza, la mia età! Il robot è fermo là l’ho sconfitto e non lo sa, lui ride! Crede di aver vinto già, ma il mio cuore batte ancora, vivo, vivo! Arrendermi mai! Io non posso arrendermi! Ritroverò intatto i sogni che ho. Il mio cielo, la mia storia, la poesia la mia memoria Arrendermi. . . mai! Io non voglio arrendermi! Come posso arrendermi?!

Il mio corpo è fragile, la mente no! Ritroverò qualcosa chiamato amore, il dolore, la pietà Sono vivo, vedi? Sono qua! Difendimi!!!

(Vasco Rossi)

“La condivisione è una cosa fondamentale. Se non condividi una cosa con qualcuno è come se non l’hai vissuta. Un piacere, una cosa bellissima, se la vivo da solo per me non è abbastanza, anzi, quasi non è. La devo condividere subito con qualcuno.”

Dal film “Quinto potere“

Io so soltanto che prima dovete incazzarvi. Dovete dire: “Sono un essere umano, porca puttana! La mia vita ha un valore!” Quindi io voglio che ora voi vi alziate. Voglio che tutti voi vi alziate dalle vostre sedie. Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l’apriate e vi affacciate tutti ed urliate: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!”. Voglio che vi alziate in questo istante. Alzatevi, andate alla finestra, apritela, mettete fuori la testa e urlate: “Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!” Le cose devono cambiare, ma prima vi dovete incazzare.

FINE

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